Fabieke, pseudonimo di Fabio Del Monte, è un artista che ha fatto
del Writing la sua missione, lasciando un segno distintivo sui
muri delle città di tutto il mondo. Nato a Bologna nel 1987 e
cresciuto a Castel Maggiore, Fabieke ha scoperto fin da piccolo la
sua passione per il disegno, che si è trasformata in un interesse
per l’aerosol art durante l’adolescenza, quando ha cominciato a
esplorare la cultura hip-hop. A soli 16 anni, la sua curiosità per
il writing lo ha spinto a realizzare il primo graffito, ispirato da
una Jam Hip Hop in cui si esibivano writer che ammirava. Da quel
momento, non ha più smesso di esprimersi attraverso le bombolette
spray.

Il percorso di
Fabieke è iniziato ufficialmente nel 2006, anche se ci sono abbondanti testimonianze del suo impegno già dal 2003, con il primo lavoro su
commissione, e da lì è stato un susseguirsi di successi: dai premi
ottenuti in concorsi locali, come "Muri ad Arte", "Giovani Talenti Creativi", alle
partecipazioni a festival internazionali come il "Meeting of
Styles" in Germania. La sua carriera ha attraversato una fase di
espansione internazionale a partire dal 2014, portandolo a dipingere
murales a Berlino e Barcellona, contribuendo a ridefinire lo spazio
urbano con la sua arte vibrante e dinamica.
Le opere di Fabieke
non sono semplici graffiti; rappresentano un punto d’incontro tra
il realismo e il linguaggio visivo della street art. I suoi lavori
spaziano dai ritratti di celebrità e sportivi, come Lucio Dalla e
Alex Zanardi, alla rivisitazione di lettere e forme, alternando il
lettering tradizionale a figure stilizzate, i cosiddetti "puppets".
Ogni pezzo sembra raccontare una storia, comunicando non solo con la
città ma anche con chi la vive.
Uno degli esempi più
celebri della sua arte è il ritratto di Lucio Dalla su una serranda
di via Mengoli a Bologna, un tributo al cantautore bolognese
scomparso, che trasforma una semplice serranda in una tela piena di
emozione e memoria. Fabieke non si limita, però, ai tributi; con il
suo lavoro cerca di portare avanti una comunicazione sociale, usando
la street art per dare nuova vita a spazi abbandonati e per
sensibilizzare l'opinione pubblica sulla bellezza della
riqualificazione urbana.
La visione di
Fabieke va oltre la creazione estetica: "Non siamo semplici
vandali," afferma, riferendosi al cambiamento di percezione
della street art, oggi più accettata rispetto al passato. La sua
arte si fa portavoce di una disciplina che lotta per ottenere
legittimità e riconoscimento, cercando di sfidare le convenzioni e
di proporre un nuovo dialogo tra l’artista e la città.
Fabieke continua a
lavorare in Italia e all’estero, non solo creando murales, ma anche
insegnando l'arte dell'aerosol ai giovani attraverso workshop e
collaborazioni con altre crew. La sua è una ricerca continua, una
sperimentazione che lo spinge a esplorare nuove tecniche e a restare
fedele alla sua passione per il writing, con l’obiettivo di
lasciare un’impronta duratura e positiva nel paesaggio urbano.
Oggi, l’arte di Fabieke è esposta su un palcoscenico globale, presente in libri e riviste di settore. Le sue opere, che un tempo erano considerate espressioni di ribellione, sono ora accolte come parte integrante del patrimonio culturale delle città, testimonianze vive di un linguaggio visivo che continua a evolvere e a ispirare.

Ma lasciamo che Fabieke si racconti, condivida con noi il suo viaggio artistico e umano, le sue radici nella
cultura hip-hop, il profondo legame con il colore, il suo interesse giovanile, la sua forma espressiva e il messaggio di
riflessione e connessione con la comunità che lo circonda.

L’Evoluzione di un’Identità Artistica: L’inizio del percorso è segnato dalla semplicità e dalla spontaneità di un giovane artista alla ricerca di identità. “
Per i primi due o tre anni ho fatto solo ed esclusivamente scritte, ovunque. Scrivevo il mio nome per lasciare una traccia di me stesso,” racconta. Con il tempo, però, la semplice ripetizione ha iniziato a stargli stretta. Questa fase ha lasciato spazio a una nuova forma di espressione più complessa: le immagini figurative. Un cambiamento che è andato di pari passo con la crescita personale, permettendo all'artista di esplorare nuove modalità per raccontarsi e connettersi con gli altri.
Al centro di questa
trasformazione stilistica c’è la cultura hip-hop, che l’ha
avvicinato al mondo del writing. “Se non mi fossi appassionato al
rap, non avrei frequentato certi ambienti e visto certi ragazzi in
azione. Alla cultura Hip hop devo tanto, soprattutto l'avermi fatto conoscere questo magnifico mondo che è il writing.” Tuttavia, anche l’arte tradizionale ha
lasciato un segno, seppur discreto. “Amo Escher, ma cerco di
rimanere fedele a me stesso senza influenze troppo marcate.” Questo
desiderio di autenticità, di non lasciarsi troppo contaminare dagli
altri, riflette la volontà di chi cerca, pur accingendo dal contesto culturale, di preservare la
propria visione e la propria cifra.
Il Colore come Linguaggio Universale: Il colore non è solo una componente estetica nelle opere dell’artista, ma è parte essenziale della sua stessa vita. "
Per me abbinare i colori è fondamentale, anche nel quotidiano. Mi è capitato persino di discutere col fioraio per un accostamento cromatico che volevo fare!” Questa sensibilità cromatica emerge in ogni suo lavoro e rappresenta un legame viscerale con ciò che lo circonda. Attraverso i colori l’artista comunica emozioni e stati d’animo, cercando di arrivare dritto al cuore della gente.
L’Arte come
Riflesso della Vita Quotidiana: Le opere
dell’artista non seguono un tema fisso; al contrario, si adattano
al flusso della sua vita quotidiana. “I miei disegni sono
influenzati da ciò che vivo giorno per giorno, quindi spaziano
tantissimo.” Ogni opera è un’istantanea di un momento, una
riflessione che può nascere da qualsiasi esperienza o incontro.
Eppure, nonostante questa varietà, emerge un filo conduttore: il
desiderio di creare un dialogo autentico con la comunità. “Mi fa
piacere quando le persone mi fermano per fare i complimenti, ma
quando vogliono discutere del significato di un’opera sono ancora
più felice. È lì che avviene una connessione vera.”
Anche se la bellezza
estetica è importante, ciò che conta davvero è il messaggio. “Sono
autocritico ai massimi livelli, quindi quasi mai sono pienamente
soddisfatto del risultato. Ma il messaggio è il cuore di tutto.
È
quello che voglio trasmettere alla comunità, ciò per cui mi batto
quando discuto un mio progetto.”
La Street Art
come Strumento di Rigenerazione Urbana e Sociale: La street art,
secondo l’artista, ha un potenziale immenso per trasformare e
valorizzare spazi abbandonati o degradati. Attraverso i suoi disegni
e i suoi messaggi, un luogo dimenticato può tornare a vivere e
diventare significativo per la comunità che lo circonda. “Basta
un’opera per dare un nuovo valore a uno spazio abbandonato.” Non
tutte le opere devono però trasmettere un messaggio politico o
sociale; a volte, la bellezza di un’opera risiede semplicemente
nell’estetica e nell’abilità artistica. “Ci sono tanti
esercizi di stile che non hanno alcun messaggio sociale e sono
comunque bellissimi, come nel lettering.”
L’artista vede
nel writing una forma d’arte capace di parlare a un pubblico
ampio e di attirare l’attenzione delle masse. “Il fatto che la
street art sia diventata di moda le ha dato molta visibilità,”
afferma, sottolineando come questa evoluzione sia positiva, ma con
qualche risvolto negativo. Con la crescita del movimento è aumentato
anche l’interesse delle istituzioni, un aspetto che pone spesso
l’artista davanti a scelte difficili. “Ormai ho smesso di
accettare progetti che non mi convincono. Preferisco rifiutare,
piuttosto che fare qualcosa controvoglia. Cerco di essere il più
coerente possibile con la mia visione artistica, cosa che nella vita
di tutti i giorni non sempre riesco a fare.”
Nonostante la
legittimazione del writing come forma d’arte a tutti gli
effetti, l’artista è convinto che le radici ribelli di questo
movimento continueranno a coesistere con i circuiti artistici
tradizionali. “Sono felice che ci siano spazi in cui esprimerci, ma
credo che i vari circuiti continueranno a esistere. Chi vorrà ambire
alle mostre lo farà, mentre chi vuole vedere il proprio nome in ogni
angolo della città continuerà a rischiare.”
Sogni e
Progetti per il Futuro: Guardando al futuro,
l’artista esprime il desiderio di continuare a divertirsi con la
sua arte e di portare avanti progetti personali. “Senza
divertimento non andrei da nessuna parte,” confessa, aggiungendo
che ha in mente diverse idee che, però, preferisce non anticipare.
Tra i suoi sogni, uno dei più semplici è quello di organizzare una
mostra personale, una meta che considera ancora lontana ma non
impossibile.
Con queste parole,
l’artista ci svela un frammento del suo mondo, fatto di colori,
messaggi e una passione autentica per la connessione con la comunità.
In un’epoca in cui la street art sta diventando sempre più
popolare, egli rimane fedele alle sue radici, continuando a
esplorare, a sperimentare e a cercare un equilibrio tra forma e
significato. La sua arte, tra ribellione e autenticità, è un
dialogo aperto che attraversa muri e spazi urbani, toccando il cuore
di chi sa osservare oltre la superficie.
Testi di Alberto Gentile
Foto di Fabieke
Mi avete incuriosito. Questo Weekend mi dedicherò alla ricerca di questi pezzi per ammirarli dal vivo. Grazie
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